Monitoraggio del Comfort Termico

Valutazione delle condizioni di comfort

Il monitoraggio del comfort termico nasce dall’analisi integrata delle condizioni ambientali, delle temperature superficiali e del comportamento dell’edificio e degli impianti.

Le indagini sull’involucro edilizio, sui ponti termici, sugli impianti e sulla posa degli infissi, integrate con il monitoraggio delle condizioni termoigrometriche, consentono di individuare situazioni che possono determinare discomfort, basse temperature superficiali, rischio di condensa e formazione di muffa.

La misura della temperatura dell’aria, dell’umidità relativa e delle temperature superficiali, insieme all’analisi termografica, permette di mettere in relazione le condizioni dell’ambiente con il comportamento dell’involucro e degli impianti.

Le indagini non sono quindi finalizzate esclusivamente alla ricerca di singoli difetti, ma possono fornire una valutazione complessiva delle condizioni termoigrometriche dell’ambiente, utile per individuare le possibili cause del discomfort e orientare eventuali interventi migliorativi.

Condizioni termoigrometriche e comfort

La percezione del comfort termico dipende dall’interazione tra le condizioni dell’ambiente, le caratteristiche dell’involucro e il funzionamento degli impianti.

Durante il monitoraggio possono essere rilevati e messi in relazione:

  • temperatura dell’aria interna;
  • umidità relativa;
  • temperature superficiali di pareti, solai e nodi costruttivi;
  • distribuzione delle temperature mediante termografia all’infrarosso;
  • eventuali differenze di temperatura riconducibili al funzionamento degli impianti.

L’analisi congiunta di questi parametri permette di individuare superfici particolarmente fredde, distribuzioni non uniformi della temperatura e condizioni termoigrometriche potenzialmente sfavorevoli al comfort.

Diagramma psicrometrico

Il diagramma psicrometrico consente di mettere in relazione temperatura e contenuto di umidità dell’aria, fornendo un supporto alla valutazione delle condizioni termoigrometriche dell’ambiente e del possibile rischio di condensa.

Temperature superficiali e fattore fRsi

Fattore fRsi

Il fattore di temperatura superficiale fRsi descrive il comportamento termico della superficie interna di un elemento dell’involucro rispetto alle temperature dell’aria interna ed esterna.

È definito come:

fRsi = (Tsi − Te) / (Ti − Te)

dove:

  • Tsi = temperatura superficiale interna;
  • Ti = temperatura dell’aria interna;
  • Te = temperatura dell’aria esterna.

La UNI EN ISO 13788 utilizza il fattore di temperatura superficiale interna (fRsi) per la valutazione delle condizioni superficiali connesse al rischio di crescita di muffa.

Il valore minimo necessario di fRsi viene determinato in funzione delle condizioni climatiche della località (o del Comune) e delle condizioni termoigrometriche interne, considerando i diversi mesi dell’anno. Per ciascun mese può quindi essere determinato un valore minimo richiesto; il mese più critico è quello per il quale risulta il valore minimo richiesto di fRsi più elevato, assunto come riferimento per la verifica.

Il valore minimo richiesto non costituisce pertanto una soglia universale fissa, ma dipende dalla località, dal periodo dell’anno e dalle condizioni termoigrometriche considerate.

Per la condensazione superficiale viene invece verificata la temperatura superficiale interna rispetto alla temperatura di rugiada.

Fattore fRsi e comfort termico

Il fattore fRsi non costituisce da solo un indice di comfort termico, ma fornisce un’indicazione utile sulla qualità termica delle superfici interne.

Valori bassi di fRsi corrispondono, a parità di temperature interna ed esterna, a temperature superficiali più basse. Superfici particolarmente fredde possono contribuire alla sensazione di discomfort e, in presenza di elevata umidità interna, aumentare il rischio di formazione di muffa e condensa.

A titolo indicativo, valori di fRsi nell’ordine di 0,70–0,75 sono frequentemente assunti in letteratura tecnica e in specifiche condizioni di verifica come riferimenti per valutare la criticità delle temperature superficiali. Non devono tuttavia essere considerati soglie universali di comfort: il valore minimo da assumere deve essere valutato in funzione delle condizioni climatiche e termoigrometriche e del criterio di verifica adottato.

Indicativamente:

  • valori inferiori a circa 0,70 possono evidenziare superfici termicamente più critiche;
  • valori nell’ordine di 0,70–0,75 rappresentano un intervallo di riferimento frequentemente considerato nelle valutazioni delle temperature superficiali;
  • valori superiori a circa 0,75 corrispondono, a parità delle altre condizioni, a temperature superficiali relativamente più elevate e quindi generalmente più favorevoli.

Individuazione delle possibili cause del discomfort

Quando vengono rilevate condizioni di discomfort, l’analisi può contribuire a distinguere possibili cause legate a:

Ponti termici e superfici fredde

Ponti termici e discontinuità dell’isolamento possono determinare temperature superficiali inferiori rispetto alle zone circostanti.

Muffa e condensa

Temperatura superficiale, umidità interna e ventilazione concorrono a determinare le condizioni che possono favorire condensa superficiale e formazione di muffa.

Impianti

Distribuzioni non uniformi della temperatura, circuiti radianti non correttamente funzionanti o altre anomalie impiantistiche possono influire sulle condizioni dell’ambiente.

Infissi e nodo finestra

Discontinuità termiche, basse temperature superficiali o criticità del nodo di posa possono determinare zone fredde e condizioni localizzate di discomfort.

Valutazione complessiva del comfort ambientale

La termografia, le misure delle condizioni termoigrometriche e l’analisi delle temperature superficiali consentono di mettere in relazione ambiente, involucro e impianti, individuando le possibili cause di condizioni di discomfort.

La valutazione può contribuire a circoscrivere le criticità e orientare eventuali interventi mirati, quali la correzione dei ponti termici, il miglioramento dell’isolamento, la regolazione degli impianti, il miglioramento della ventilazione o la correzione di specifici nodi costruttivi.