Umidità negli edifici a Bologna

I fenomeni di umidità negli edifici possono avere origini diverse e manifestarsi con macchie, aloni, muffe, distacchi delle finiture o degrado delle murature.

Individuare correttamente la causa è fondamentale per scegliere un intervento efficace ed evitare soluzioni costose o non risolutive.

Umidità o muffa sulle pareti?

La causa non è sempre evidente.

Infiltrazioni, condensa, ponti termici, perdite o presenza di umidità nelle strutture possono produrre manifestazioni apparentemente simili.

L'indagine termografica e le misure termoigrometriche aiutano a capire l'origine del fenomeno e a individuare le verifiche più appropriate.

Approfondimento tecnico

Umidità e indagine termografica

L’umidità può essere dovuta a condensa, ponti termici, infiltrazioni d’acqua, perdite dagli impianti, risalita capillare o a criticità della stratigrafia dell’involucro.

L’indagine termografica, integrata con misure di temperatura e umidità e con l’osservazione delle caratteristiche costruttive, può contribuire a individuare la distribuzione delle anomalie e a raccogliere elementi utili per comprenderne le possibili cause.

Umidità e comportamento termico dei materiali

La presenza di acqua modifica il comportamento termico dei materiali. Per effetto della maggiore capacità termica, le zone umide possono riscaldarsi e raffreddarsi più lentamente rispetto alle zone asciutte, generando, in determinate condizioni, differenze di temperatura superficiale rilevabili mediante termografia.

Quando l’umidità è superficiale e l’acqua può evaporare liberamente, l’evaporazione sottrae calore alla superficie e può determinare un ulteriore raffreddamento, rendendo l’anomalia termica più evidente.

La termografia non misura direttamente l’umidità, ma permette di evidenziare anomalie termiche compatibili con la sua presenza. I risultati devono essere interpretati considerando condizioni ambientali, esposizione, stratigrafia e caratteristiche costruttive dell’edificio.

Termografia in transitorio

In alcune situazioni è utile eseguire l’indagine durante una fase di transitorio termico, osservando il diverso comportamento delle superfici durante il riscaldamento o il raffreddamento.

Il transitorio può essere naturale, ad esempio sfruttando l’irraggiamento solare e il successivo raffreddamento, oppure indotto mediante una sollecitazione termica controllata, ad esempio con lampade a infrarossi o sistemi ad aria calda.

L’analisi del comportamento della superficie nel tempo può aumentare la leggibilità di alcune anomalie. Per questo motivo, in determinate situazioni, può essere opportuno pianificare data e orario del sopralluogo in funzione dell’esposizione dell’edificio e delle condizioni ambientali.

Cause dell’umidità e possibili soluzioni

Individuare la causa

Fenomeni di umidità visibili nella parte inferiore delle pareti vengono frequentemente attribuiti alla risalita capillare, con la conseguente proposta di interventi specifici anche invasivi e costosi.

In realtà, infiltrazioni d’acqua, perdite o fenomeni di condensa possono interessare o accumularsi nelle porzioni inferiori delle murature, producendo manifestazioni molto simili a quelle attribuite alla risalita. Possono inoltre essere presenti più fenomeni contemporaneamente.

Una diagnosi errata può quindi portare alla realizzazione di interventi costosi, inutili e, in alcuni casi, anche controproducenti, perché rivolti a una causa che non è quella effettiva. Barriere chimiche, sistemi elettrofisici, rifacimenti degli intonaci o interventi più invasivi possono non risolvere il problema se l’umidità deriva, ad esempio, da un’infiltrazione, da una perdita o dalla condensa.

Individuare la causa prima di scegliere la soluzione permette quindi di evitare interventi non necessari e di valutare, quando possibile, soluzioni più semplici e meno costose.

Umidità interna e scarsa ventilazione

Quando l’umidità relativa interna si mantiene elevata, indicativamente oltre il 60%, possono ridursi le condizioni di comfort e aumentare, soprattutto in presenza di superfici fredde, le condizioni favorevoli alla formazione di muffa e condensa.

In questi casi può essere effettuato un monitoraggio delle condizioni termoigrometriche dell’ambiente, valutando l’andamento nel tempo di temperatura e umidità relativa e considerando anche l’uso del riscaldamento, le modalità di ventilazione e il ricambio d’aria.

La valutazione, anche secondo i criteri della UNI EN ISO 13788, consente di mettere in relazione le condizioni interne con le temperature superficiali e di verificare se il fenomeno sia prevalentemente associato alle condizioni di utilizzo e ventilazione oppure a criticità dell’involucro, quali ponti termici, isolamento insufficiente o superfici particolarmente fredde.

In funzione delle cause riscontrate possono essere valutati interventi sulla ventilazione e sul ricambio d’aria, l’eventuale installazione di VMC, oppure interventi di correzione dei ponti termici e miglioramento dell’isolamento.

Questo approccio permette di intervenire sulle cause del problema, migliorando comfort, salubrità e qualità dell’abitare.

Umidità di risalita capillare

Quando il fenomeno è effettivamente riconducibile alla risalita capillare, l’acqua presente nel terreno può migrare attraverso i materiali porosi della muratura.

La scelta dell’intervento dipende dalle caratteristiche dell’edificio, della muratura e dalle condizioni riscontrate. Le principali tecniche possono comprendere:

Interventi fisici

  • taglio della muratura con inserimento di una barriera impermeabile;
  • inserimento di elementi impermeabilizzanti;
  • sistemi di separazione o ventilazione delle strutture interessate;
  • interventi alla base delle murature e, quando pertinenti, sul rapporto con il terreno.

Interventi chimici

  • iniezione di prodotti idrofobizzanti;
  • realizzazione di barriere chimiche;
  • utilizzo di intonaci macroporosi o deumidificanti nell’ambito del sistema di risanamento.

Sistemi elettrofisici

  • sistemi di elettrosmosi;
  • dispositivi elettrofisici;
  • altri sistemi basati su principi elettrici o elettromagnetici.

Si tratta di interventi molto diversi per principio di funzionamento, invasività e costo, la cui efficacia dipende innanzitutto dalla corretta individuazione del fenomeno da trattare.

Prima di scegliere una soluzione contro la risalita è quindi fondamentale verificare che si tratti realmente di risalita capillare. Un errore nella diagnosi può comportare spese importanti senza eliminare la causa dell’umidità e portare alla realizzazione di interventi non necessari o non appropriati.

Anche gli intonaci deumidificanti o macroporosi possono contribuire alla gestione dell’umidità e dei sali presenti nella muratura, ma non eliminano necessariamente la causa dell’apporto d’acqua.

Individuare correttamente l’origine dell’umidità consente di scegliere la soluzione più appropriata e, in alcuni casi, di evitare opere invasive e costose quando il problema può essere risolto con interventi più semplici.

Umidità di risalita capillare alla base della muratura
Umidità di risalita capillare alla base della muratura
Umidità di risalita capillare alla base della muratura

Umidità di risalita capillare alla base della muratura

Infiltrazioni d’acqua meteorica

L’umidità può derivare da infiltrazioni attraverso coperture, terrazzi, balconi, facciate, giunti, soglie e sigillature.

La termografia può contribuire a individuare la distribuzione dell’umidità e fornire elementi utili per valutarne la possibile provenienza, eventualmente integrando l’indagine con altre verifiche.

Gli interventi dipendono dalla causa individuata e possono comprendere il ripristino delle impermeabilizzazioni, la correzione di giunti e sigillature o la sistemazione del deflusso delle acque meteoriche.

Perdite dagli impianti idraulici

Perdite o trafilamenti provenienti da tubazioni e impianti possono determinare fenomeni di umidità anche a distanza dal punto di origine.

La termografia può aiutare a circoscrivere le zone interessate e orientare la ricerca della perdita, limitando, quando possibile, demolizioni e verifiche invasive.

In presenza di impianti di climatizzazione può inoltre essere utile verificare eventuali fenomeni di condensa o anomalie degli scarichi.

 

Condensa superficiale

La condensa superficiale può formarsi quando la temperatura di una superficie diventa sufficientemente bassa in relazione alla temperatura e all’umidità dell’aria interna.

La misura delle condizioni termoigrometriche e delle temperature superficiali permette di valutare le condizioni favorevoli alla formazione di condensa e muffa, con particolare attenzione a ponti termici, discontinuità dell’isolamento e superfici scarsamente ventilate.

A seconda delle cause, gli interventi possono riguardare:

  • correzione dei ponti termici;
  • miglioramento dell’isolamento;
  • miglioramento della ventilazione;
  • gestione delle condizioni termoigrometriche interne.

 

Condensa interstiziale

La condensa interstiziale può verificarsi all’interno degli strati che compongono pareti, coperture e solai, quando le condizioni termoigrometriche e il trasporto del vapore determinano condizioni favorevoli alla condensazione.

La sua valutazione richiede l’analisi della stratigrafia e delle condizioni termoigrometriche. La termografia può fornire informazioni complementari evidenziando anomalie superficiali, discontinuità dell’isolamento o zone termicamente critiche, ma non consente da sola di accertare direttamente la presenza di condensa all’interno della parete.

Quando necessario possono essere valutati interventi sulla stratigrafia, sull’isolamento e sul controllo del passaggio del vapore.

 

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