Rilievo schemi strutturali 

Il rilievo degli schemi strutturali è un passaggio essenziale nella progettazione su edifici esistenti, come previsto dalle NTC 2018 e dalla Circolare 21/01/2019.
La raccolta dei dati geometrici e costruttivi consente di definire il Livello di Conoscenza (LC) appropriato e di determinare i coefficienti di confidenza (FC) necessari alla modellazione.

Obiettivi tecnici del rilievo

Il rilievo strutturale permette di:

  • ricostruire lo schema resistente reale, spesso difforme rispetto alla documentazione reperita;

  • definire la geometria e la disposizione degli elementi portanti (pilastri, travi, setti, solai);

  • identificare variazioni di rigidezza, discontinuità, ampliamenti o interventi non documentati;

  • individuare percorsi dei carichi verticali e orizzontali, indispensabili per la modellazione lineare o non lineare;

  • verificare la presenza di irregolarità in elevazione o in pianta (torsioni, eccentricità, masse distribuite in modo non uniforme).

Riferimenti normativi

Secondo le NTC 2018 (Cap. 8), la conoscenza dell’esistente richiede:

  • Geometria → rilievo delle dimensioni e della disposizione dei membri strutturali;

  • Dettagli costruttivi → modalità di connessione, vincoli, armature (quando accessibili);

  • Proprietà dei materiali → quando necessario ai fini della modellazione;

  • Storia costruttiva e manutentiva.

Il rilievo contribuisce alla definizione del Livello di Conoscenza LC1–LC2–LC3, da cui derivano i seguenti coefficienti di confidenza:

  • LC1 → FC = 1.35

  • LC2 → FC = 1.20

  • LC3 → FC = 1.00

Un rilievo accurato consente di mirare almeno al livello LC2, riducendo il margine di incertezza nella progettazione.

Ruolo della termografia e delle prove non distruttive

La termografia supporta il rilievo strutturale identificando:

  • posizione dei nervi dei solai, travi nascoste e ribassate;

  • setti non documentati o irrigidimenti locali;

  • difetti, distacchi o zone di degrado del copriferro (indicativi di criticità meccaniche);

  • variazioni di spessore o presenza di vuoti.

Questi dati migliorano significativamente la qualità del modello strutturale (FEM o semplificato), riducendo le incertezze e evitando ipotesi non verificate.

Utilità progettuale

Un rilievo avanzato dello schema resistente è fondamentale per:

  • progettare interventi locali (cap. 8.4.1) o miglioramenti/adeguamenti (cap. 8.4.3);

  • valutare correttamente le domande sismiche e le capacità degli elementi;

  • prevenire interferenze tra nuovi impianti/forometrie e gli elementi portanti;

  • garantire coerenza tra progettazione architettonica, impiantistica e strutturale.

Una corretta definizione dello schema strutturale, supportata da termografia e rilievi non distruttivi, aumenta la qualità del modello, riduce il coefficiente di confidenza e rende le verifiche secondo NTC 2018 più affidabili, sicure e aderenti al comportamento reale dell’edificio.

Orditura di travetti e interassi visibili dall’interno con termografia
Orditura di travetti e interassi visibili dall’interno con termografia
Pilastro visibile dall’interno con termografia

Travi, pilastri e travetti risultano individuabili in termografia grazie al diverso comportamento termico dei materiali strutturali rispetto alle tamponature e agli elementi circostanti, che genera discontinuità nella distribuzione della temperatura superficiale

Trave in spessore visibile dall’interno tramite termografia
Telaio strutturale visibile dall’esterno con termografia
Particolari del telaio strutturale visibili dall’esterno con termografia

La posizione del telaio strutturale e dei suoi particolari è individuabile anche dall’esterno mediante termografia; le geometrie rilevate e le relative discontinuità termiche devono poi essere analizzate e interpretate per una corretta lettura strutturale