PONTI TERMICI
I ponti termici sono zone dell’edificio dove l’isolamento è debole o discontinuo. In queste aree il calore si disperde più facilmente e la temperatura superficiale può abbassarsi, aumentando il rischio di muffa e condensa.
I ponti termici possono essere dovuti alla geometria dell’edificio, alla presenza di materiali con diversa conducibilità termica o a discontinuità e difetti nella posa dell’isolamento.
Come controllare i ponti termici
Le norme UNI (UNI EN ISO 10211 e UNI EN ISO 13788) forniscono i riferimenti per la valutazione dei ponti termici, delle temperature superficiali e del rischio di muffa e condensa, aspetti importanti per garantire comfort ed efficienza energetica.
Con l’ispezione termografica possiamo:
- individuare ponti termici, spifferi discontinuità dell’isolamento e dispersioni;
- verificare la corretta posa di infissi, cappotto e isolamento;
- controllare se le temperature superficiali delle zone critiche si mantengono su valori sufficientemente sicuri rispetto al rischio di muffa e condensa;
- prevenire muffa, deterioramento e perdite di energia
- fornire elementi utili alla valutazione del comfort termoigrometrico;
- documentare le anomalie rilevate mediante immagini termografiche e report tecnico.
La termografia è uno strumento rapido e non invasivo che permette di scoprire problemi nascosti prima che diventino danni più seri e costosi.
Analisi termografica dei ponti termici
Analisi qualitativa
La lettura visiva dell’immagine termografica permette di individuare differenze di temperatura superficiale attraverso la distribuzione dei falsi colori. Zone con temperature differenti rispetto alle superfici circostanti possono evidenziare ponti termici, discontinuità dell’isolamento o altre anomalie termiche.
In molti casi, la forma e la distribuzione dell’anomalia forniscono già indicazioni utili sulla sua possibile origine.
Analisi quantitativa
Calcolo della temperatura superficiale
Per capire quanto è grave il fenomeno, se c’è rischio di muffa o condensa, o per valutare il comfort interno (fattore f secondo UNI EN ISO 13788), serve conoscere la temperatura superficiale esatta del materiale.
Questa misura va calcolata impostando correttamente i parametri oggetto (Emissività, Temperatura riflessa apparente, umidità...)
Valutazione del rischio muffa e condensa
Utilizzando il diagramma di Mollier analizziamo il rapporto tra temperatura e umidità dell’ambiente interno per individuare le condizioni che possono favorire condensa superficiale o formazione di muffa.
Questa valutazione, integrata con la termografia, permette di valutare quando un ponte termico può risultare critico e quali zone dell’edificio possono essere a rischio.
La valutazione può essere integrata con il calcolo del fattore di temperatura superficiale fRsi, secondo UNI EN ISO 13788, utile per verificare il rischio di formazione di muffa e condensa superficiale.
Una volta identificato il rischio, possiamo valutare le soluzioni più adatte al caso, come interventi sull’isolamento o sulla Ventilazione Meccanica Controllata (VMC).
Hai bisogno di un’indagine termografica?
Come si svolge l’indagine
Sopralluogo e misure
Il sopralluogo prevede l’esame delle zone interessate e la ricerca dei ponti termici mediante rilievo termografico delle superfici, oltre alla misura delle condizioni termoigrometriche interne ed esterne. Le anomalie rilevate vengono valutate in relazione alle caratteristiche costruttive dell’edificio e alle condizioni presenti durante l’indagine.
Calcolo della temperatura superficiale
Quando è richiesta una valutazione quantitativa delle temperature superficiali, vengono considerati i parametri che influenzano la misura, tra cui emissività e temperatura riflessa apparente, per ottenere valori di temperatura il più possibile rappresentativi delle superfici esaminate.
La temperatura riflessa apparente può essere determinata mediante una superficie riflettente, così da correggere opportunamente i parametri della termocamera e ottenere una misura più rappresentativa della temperatura reale della superficie.
Condizioni dell’indagine
La leggibilità dei ponti termici dipende anche dalle condizioni presenti durante il sopralluogo. Una differenza di temperatura tra interno ed esterno sufficientemente significativa e stabile consente di evidenziare meglio le anomalie termiche; devono inoltre essere considerate condizioni quali irraggiamento solare, vento e variazioni termiche recenti.
Quando le condizioni non consentono una valutazione quantitativa completa, l’indagine può comunque fornire indicazioni qualitative sulla distribuzione delle anomalie termiche.
Report
A seguito dell’indagine viene redatto un report tecnico, corredato da immagini termografiche e fotografiche, nel quale vengono riportate le verifiche eseguite e le anomalie riscontrate.
I risultati vengono inoltre valutati in relazione alla stratigrafia e alle caratteristiche costruttive dell’edificio, ricavate, quando disponibili, dalla documentazione di progetto o dalla relazione energetica ex Legge 10.
In assenza di documentazione, la stratigrafia può essere ipotizzata sulla base degli elementi osservabili durante il sopralluogo, dello spessore e della tipologia delle murature, dell’epoca di costruzione e delle tecniche costruttive compatibili con il periodo, specificando il carattere presunto della ricostruzione.
Le indagini per la ricerca dei ponti termici vengono effettuate a Bologna e nelle zone limitrofe.
Casi di indagine termografica
Riduzione della temperatura superficiale dell’infisso fino a valori inferiori alla temperatura di rugiada, con formazione di condensa.
Riduzione della temperatura superficiale nell’angolo, con conseguente rischio di formazione di muffa.
Anomalie puntuali più calde in periodo estivo, compatibili con elementi di fissaggio dell’isolamento privi di adeguato taglio termico.
Anomalie puntuali più fredde in periodo invernale, compatibili con i tasselli di fissaggio del cappotto interno privi di adeguato taglio termico.
Zona fredda sotto la finestra, compatibile con un ponte termico della muratura non continua o del controtelaio non isolante, con possibile rischio di condensa anche interstiziale.
Ponte termico strutturale con evidenza termografica di pilastro, trave e travetti del solaio.
La termografia esterna evidenzia la struttura dell’edificio e i ponti termici in corrispondenza di travi e pilastri.
Vista termografica esterna con ponti termici in corrispondenza di travi, pilastri, balconi, nicchie dei radiatori e copertura.
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